La cavalcata dell’eCommerce: +18% nel 2016


La cavalcata dell'eCommerce: +18% nel 2016Continua la cavalcata dell’eCommerce: quest’anno il giro di affari di questo business è cresciuto del 18%, arrivando a sfiorare la quota di 20 miliardi di euro. A rendere nota questa impennata delle vendite online in Italia è stato l’Osservatorio eCommerce B2c, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano, durante il convegno ‘eCommerce B2C in Italia: esame di maturità per l’offerta’. Le cifre parlano chiaro: il mercato online sta crescendo, andando a rubare anno dopo anno sempre più terreno alle vendite dei negozi fisici.

Guardando al totale degli acquisti retail effettuati in Italia, il mercato degli eCommerce ha ormai raggiunto una penetrazione pari al 5%, una crescita garantita soprattutto dal settore del Turismo: è infatti quest’ultimo il comparto che si conferma al primo posto tra gli acquisti online italiani, con una quota del 10%. Aumentano però anche le transazioni online riguardanti i settori dell’Informatica ed elettronica di consumo, che cresce del 28%, e dell’Abbigliamento, il quale segna un + 27% nel 2016. Tra i settori emergenti dell’eCommerce, gli incrementi maggiori sono invece relativi all’Arredamento e Home living (+48%) e al Food & Grocery (+30%).

Gli acquisti online non si fanno però solamente attraverso il computer: gli utenti italiani accedono sempre di più agli eCommerce per mezzo dello smartphone, modalità che ha segnato una crescita del 63%, portando la propria quota a 3,3 miliardi di euro. Come ha infatti spiegato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, «il 2016 è stato l’anno più importante per l’eCommerce, durante il quale si sono affermati nuovi modelli di business guidati dal concetto del cross. Cross border, cross canalità e cross device: sono questi i nuovi termini del commercio elettronico, che raccontano l’evoluzione a partire dai nuovi modi di comportamento degli shopper».

La cavalcata dell'eCommerce: +18% nel 2016Liscia ha dunque evidenziato i tre nuovi termini chiave del commercio digitale italiano. Il primo è ‘cross border’, ovvero la vendita online a livello internazionale. Come però ha voluto sottolineare Liscia, «il digital export rimane comunque un’opportunità che l’Italia non riesce a cogliere, a causa della piccola dimensione delle proprie imprese, che non riescono ad aggredire i mercati esteri». La seconda direttiva chiave individuata è ‘cross canalità’, ovvero il totale abbandono di un commercio a comparti stagni e l’abbraccio di un passaggio fluido e continuo tra siti Internet e store fisici. Terzo e ultimo comportamento da seguire dell’utente è quello ‘cross device’, per permettere l’usabilità dei portali su ogni dispositivo mobile. L’obiettivo è dunque quello di riuscire a raggiungere i potenziali clienti ovunque: per farlo, ovviamente, resta fondamentale in ogni caso una buona dose di ottimizzazione SEO per eCommerce: avere un sito perfettamente responsive che però non compare fra i primi risultati dei motori di ricerca è infatti virtualmente inutile. La concorrenza, non bisogna dimenticarlo mai, è sempre più agguerrita: come ha ricordato Liscia, «gli acquirenti comprano da siti italiani e stranieri, confrontano i prodotti sia nel canale fisico che in quello digitale e lo fanno attraverso smartphone e PC». E se gli utenti sono diventati sempre più accorti, ai gestori dei negozi online non resta che fare ancora meglio.

Articolo scritto in collaborazione con Nomesia

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Autore: Redazione Kiloo

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